Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale – Anno 2010
 
 

Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale – Anno 2010


Year: 2011
Authors: Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale
Publisher: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Roma)
Link: http://impiego.formez.it/sites/all/files/Rapporto2011_2012.pdf
Keywords:
La Commissione ha deciso di dedicare, nel Rapporto, uno spazio e una centralità inediti nella sua tradizione, al mercato del lavoro e all’analisi delle forze di lavoro. Si è ritenuto infatti che nel mercato del lavoro e nelle sue dinamiche (complesse, come si vedrà, e fortemente differenziate nonché intrecciate alle diverse tipologie famigliari) stia la chiave principale per un’adeguata lettura del rapporto tra crisi e povertà (tra morfologia della crisi e fenomenologia della povertà), nella sua dimensione attuale e nelle sue prospettive di medio termine.
Ampio spazio è poi stato dato – anche nel Rapporto di quest’anno – all’analisi territoriale, e nell’ambito di questa, in particolare, alle condizioni dei migranti (la figura sociale più penalizzata sul mercato del lavoro), attraverso gli strumenti che già avevano costituito l’innovazione di metodo più rilevante nel precedente rapporto, e cioè le ricerche sul campo in tre significative aree metropolitane (Napoli, Roma e Torino) e i “percorsi di ascolto” di un campione significativo di realtà territoriali più “periferiche”. Essa ha confermato come elemento qualificante della crisi in atto e del suo impatto sociale il carattere di ampia selettività. Cioè la forte differenziazione degli effetti da essa prodotti sugli individui e sulle famiglie, in primo luogo di carattere territoriale, ma non solo: anche sulla base delle differenti tipologie famigliari e delle molteplici posizioni sul mercato del lavoro dei diversi membri del nucleo famigliare. Il che può contribuire a spiegare il relativo “silenzio sociale” nei confronti delle problematiche connesse all’impoverimento e al disagio sociale; la loro relativa assenza dall’agenda politica e dai circuiti della mobilitazione collettiva; e in fondo la tendenza all’individualizzazione del fenomeno e della ricerca delle sue soluzioni (la “solitudine delle vittime”, potremmo dire, e la personalizzazione dei percorsi di adattamento/subordinazione alle sue dinamiche).
Completa infine il Rapporto – come già nelle precedenti due edizioni elaborate da questa Commissione – una sezione dedicata alla valutazione delle politiche pubbliche, inquadrata comparativamente nel contesto europeo e corredata – secondo il dettato della legge istitutiva – da una serie di osservazioni propositive particolarmente incentrate quest’anno, su quello che riteniamo essere il più significativo limite che caratterizza l’approccio italiano alla questione della povertà e delle politiche di contrasto ad essa, e cioè l’assenza di un istituto universalistico e selettivo di garanzia di un reddito minimo quale la stragrande maggioranza degli altri partner europei possiede. Assenza tanto più deprecabile nel contesto nuovo creato dalla recessione e dalle sue possibili conseguenze a medio termine sul mercato del lavoro, che finisce per attribuire ai pur utili e, nella contingenza, necessari interventi posti in essere attraverso il ricorso privilegiato all’ammortizzatore sociale della Cassa integrazione, un certo grado di approssimazione e di episodicità, al di sotto, quantitativamente e qualitativamente, delle necessità poste da una situazione di evidente e non superata - né superabile nel tempo breve – emergenza.
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